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Arsura Esposto a sud 2018

Postato da Stefano Bagnacani il
Arsura Esposto a sud 2018

Così sudista che te lo immagini avvolto in una bandiera confederata. 

Un vino che sa di luce, campagna, spazi. 

Mazara del Vallo il posto, luogo meticcio da sempre, luogo di incontri, tra continenti vite, diversità. 

Grillo e Zibibbo assieme (80% e 20% rispettivamente), sono pure parenti, uno figlio dell’altro, nel DNA, una dolcezza malinconica e una solare compostezza.

Bandiera Confederata

Si muove nel bicchiere agile, ma lo capisci già, guardandolo che c’è del corpo, non senti l’alcol al naso, che l’olfattiva è bucolica, campestre, umana, un naso da quadro di Leto, poca astrazione molta materia, poetica, concreta pienezza.

Un vino che sa di luce, anche al palato, di grandi spazi, soleggiati, lo dice il nome già, che allude a soli sulla campagna, col mare sempre lì a chiudere l’orizzonte. 

Un vino di pianura, a degradare, sapidamente sul mare, morbido a salato insieme questo è quello che è strano, la cosa che sulle prime non ti torna, un’armonia che in bocca trovi ma che sulla carta è dissonante, un vino che gioca di equilibrio tra opposti, un po’, che tiene assieme tante cose, tutte insieme, tutte belle.

Scevro dalle note verdi troppo fresche che spesso ha il grillo ad altre latitudini, fieramente rotondo, non procede per strappi, ma appunto per disossanti armonie.

Entra dolce e appagante chiude salino e piacevolmente amaricante, parte dalla luce, e chiude sulle penombre, un vino blues, se ce ne fosse uno. 

Arsura Esposto a Sud

Una bottiglia con l’affascinante indolenza di un gentiluomo del sud, sensualmente ottimista, sapidamente placido. 

Mi viene in mente di un pianista di New Orleans scomparso da poco, con tutta la rotonda sapidità sudista, caracollante e sensuale. Il pezzo si chiama Southern Nights e lo capite che non può essere stato scritto da uno di un paese contrario ai coronabond. 

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