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IL DESTINO DEL CIBO

Postato da Stefano Bagnacani il
IL DESTINO DEL CIBO

Non potete ancora assaggiarlo il cibo del futuro, ma di certo potete leggere come sarà, ne parla un libro, molto bello, uscito da poco, a volte fa paura, a volte fa sperare, sicuramente vi farà riflettere.

Servono principalmente a una cosa i saggi di divulgazione scientifica, a fare piazza pulita dei luoghi comuni, della retorica, e dei luoghi comuni. E credo che in molti campi, in special modo quello del cibo, i luoghi comuni, i dogmi e la retorica siano cose particolarmente radicate.

Vi farà effetto parlare di carne coltivata in laboratorio di diete a base di insetti, di verdure che crescono nel mezzo del deserto, in mezzo, davvero al nulla o di capsule autosufficienti per la produzione di ortaggi nello spazio, di menu a base di alghe marine, e di orti urbani sui tetti, in mezzo al mare, ma queste cose in alcune parti del mondo sono già una realtà e in un futuro, forse neanche lontanissimo lo saranno anche qui, per tutti.

L’assioma da cui parte l’autrice del libro è quello per cui sulla terra ci sono tantissimi esseri umani e per sfamarli tutti, non bastano né l'agricoltura industriale e l’allevamento intensivo che avvelenano la terra, e distruggono con i loro gas il pianeta, e né la retorica hipster delle verdure bio dell’orto dietro casa e degli animali allevati all’aria aperta nelle magiche cornici montane.

Per sfamare miliardi di esseri umani occorre produrre su larga scala, ortaggi, carne e proteine a basso impatto ecologico, e questo tipo di produzioni richiede, spesso anche la modificazione genetica delle piante e di tutto ciò che deve diventare commestibile. Il lettore rimarrà spiazzato nell’apprendere quante persone nel mondo, ai quattro angoli del pianeta hanno fondato startup, per produrre cibo pulito, nemmeno a basso impatto ma proprio a emissioni zero.

Alcuni di noi potrebbero trovare spaventosa la cosiddetta carne sintetica, prodotta dalle cellule della carne già esistente, senza essere mai stata parte di un animale vivente. Ma di certo potrebbe mettere fine alla bomba ecologica degli allevamenti intensivi, una minaccia per la salute di tutti, ovunque e sempre, e la principale fonte di gas serra nel mondo.

Spunti e storie ce ne sono tantissime, alcune pure italiane, ma di cui si parla poco sui media generalisti. Il capitolo a cui tengo di più, anche per la natura del pubblico che mi legge, si intitola La vigna sul tetto, e fa strano che ne parli io, che ho fatto dei vini naturali un lavoro, e della difesa della natura un mantra. Parla di un progetto partito da Singapore un progetto di agricoltura verticale, idroponica, che permette di utilizzare i tetti degli edifici urbani come orti, e vigne anche, sfruttando l’energia solare immagazzinata dai pannelli, in un circolo virtuoso a impatto ecologico zero, un futuro in cui ogni condominio abbia la sua vigna sul tetto, meglio se di vitigni autoctoni, non mi spaventa, anzi sarebbe carino.

Con la vigna sul tetto saremmo tutti più allegri .

Sicuramente un libro che scuote le nostre certezze, che fa luce anche, su una delle più grandi bufale della storia recente: gli Omega 3 ovvero i killer del mare, una delle più stupefacenti, e dannose operazioni di marketing della storia, questi acidi grassi che servono a poco o nulla, hanno contribuito alla crescita esponenziale dell’allevamento di pesci, in particolare salmoni, in condizioni sempre meno igieniche e sempre più impattanti per i mari. Sarebbe utile leggere questo libro anche solo per questo per smetterla di credere alla favola cattiva degli Omega 3 che sono inutili dannosi, una favola nera ad altissimo impatto ambientale e con benefici, risibili quando non inesistenti.

Un libro per capire il futuro di ciò che si mangerà senza ipocrisie (e senza Omega 3 speriamo), avere un’idea di dove e cosa stiamo andando a mangiare nel futuro che, ci attende, se non ci estingueremo.

"Il destino del cibo" Agnese Codignola, Feltrinelli, 2020

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