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Insolente, Me 2, 2018

Postato da guido filippo serio il
Insolente, Me 2, 2018

Fa bene al cuore bere vini come questo, fa bene al cuore sempre, ma in particolar modo di sti tempi perché sì, i pet-nat sono vini che ti ricordano l’estate, le sere all’aperto, i baci senza impegno, tutte cose che difficilmente qualche start up riuscirà a digitalizzare.

Insolente vino naturale frizzante

Il durello è un uva che conoscono in pochi e che ancora meno persone hanno bevuto, dal nome criptofascista e vagamente pornografico, e Monforte d’Alpone non è certo Reims se parliamo di bollicine, ma qua si parla di un grande spumante, non semplicemente di una bolla simpatica, anche se poi lo è come tutti i vini di Luca Elettri. Insolente è un progetto anomalo, un’etichetta sulle bottiglie di vini altri, che non assomigliano a nulla e a nulla vogliono assomigliare, che sotto l’apparenza dei classici rifermentati da bistrot, da hipster con troppe ore vuote, nasconde la stoffa di vini veri, con una loro strana poesia, se non vogliamo proprio parlare di anima, che forse di sti tempi è un sostantivo impegnativo da scrivere.

Una visiva torbida che quando riposa nel bicchiere si tinge di linee di bianco, da risacca, un vino che sa di mare anche se dove viene fatto non c’è. Difficile vederci attraverso, lo devi bere per capirlo, non si presta a tante macchinazioni, od onanismi da degustatori frigidi, un’ olfatto salino marinaro, la cosa più simile al mare che ci è concessa di sti tempi lugubri. In bocca è sapido, pieno, quasi prepotente, trascina, forse non troppo elegante, sicuramente sincero, intenso, umano.

Un vino che vorresti bere sempre, fino all’ultima goccia anche se c’è il residuo e a molti eno-fighetti sta cosa da un po’ sui nervi.

Christian Scott in vinile e Insolente in bottiglia

Un vino contro la paura, perché è un sacco di cose, perché è umano perché è pieno di vitalità, e perché è una bolla che disseta, emoziona e fa sognare. Voi cosa chiedete a uno spumante di solito?

Lo abbino a un pezzo di sghemba intensità, poeticamente insolente come questo pet’nat, ancestrale, il pezzo si chiama Anchestral Recall, c’è un trombettista jazz e un poeta d’avanguardia: Saul Williams.

Il risultato e poeticamente frizzantissimo, caoticamente dissetante, canzoni ancestrali per vini ancestrali, cheers!

Buone, ancestrali letture.

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