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Le Trame, 2014

Postato da guido filippo serio il
Le Trame, 2014

Le trame, Le boncie, 2014

Era anche quello un anno di epidemie, vere o presunte.

Il 2014 sembra lontano diverse ere geologiche perché sì, il mondo era diverso un tempo, per il meglio, forse.

Fu un anno per romantici, che Let her go dei Passenger e All Of me di John Legend hanno aiutato il concepimento di più di un bambino, più o meno consapevolmente. E romantico è sì, questo vino, ma non tenero, sensuale senza promesse, più un vino da amanti pomeridiani che da coppia ufficiale.

LE TRAME 2014

Alcuni siti web ne parlano ancora, sbagliando, come di un Chianti Classico, ma è troppo figo, troppo indie, troppo naturalmente libero per entrare nelle definizioni, per essere passivamente prono alle etichette e perché, lo ricordiamo, i vini di cui innamorarsi sono (quasi) sempre IGT.

Tredici e mezzo i gradi ma non li senti, mai, solo nel cuore, forse, che è naturale quello sì, in biodinamica addirittura, ma senza superbia.

Il vino naturale lo senti al palato prima di tutto e sarà sempre e solo quello il tribunale, non la semantica, i disciplinari, i poliziotti della qualità.

Le Trame 2104

Un sangiovese impuro, come tutte le cose belle che disseta e appaga, e che già promette delizie al naso, prima, tra spaziature birbanti, un naso che accenna, allude più che colpire, che spesso i vini assertivi all’olfattiva, sono poi brevi e dimenticabili in bocca, un po’ come le persone che sembrano belle fino a quando non parlano.

Affina in legno ma di quello giusto grande abbastanza per perdersi, che il legno è come l’ingegnere del suono, se lo senti troppo è un brutto disco.

Rosso irrequieto ma mai schizoide, fresco, senza estremismi punk, un vino con tutta la personalità della gioventù ma che destabilizza senza maleducazione, che seduce, tanto, ma senza leziose mollezze. Insomma un rosso toscano, con tutta fisica sensualità di un blues e l’ironia per dissetare, per godere dell’Hic et Nunc con un occhio, ottimista, al futuro, un vino da bere con qualcuno che siete convinti di amare per sempre, fino al tramonto, da Romance at short notice, come titolava un disco di una band di una paese che nel 2014 era, ancora, Europa.

Costa meno di una Amuchina e vi garantisco, ed è molto più utile, perchè il vino da sempre, disinfetta da quella cosa che forse è l’unica vera epidemia permanente al mondo: La Paura.

Balsamico ottimismo in chiusura, e persistenza che ricorda elegantemente il Miles Davis (Non Picasso) del periodo blu. Perchè questo vino, come questo pezzo, vitale ma senza follie è come dovrebbe essere sempre il futuro, davvero un grande, gigantesco (All Blues).

Miles Davis


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