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Siccagno, Arianna Occhipinti, 2015

Postato da Stefano Bagnacani il
Siccagno, Arianna Occhipinti, 2015

The Silence of your heart.

Spesso i vini di Arianna Occhipinti sono stati paragonati al jazz per via della loro capacità di toccare, spesso, zone del cuore remote, corde dell’anima meno accessibili, per il loro essere, una poetica anomalia, in un mondo, quello enoico del terzo millennio, sempre più, prosaicamente omologato.

Un nero d’Avola, lirico ma non lezioso, varietale ma mai calligrafico, che entra, senza urlare e non ti lascia, come Chet Baker nelle notti ispirate.
Un vino di swing e di scarti, che verticale ma mai lineare, parkeriano (nel senso di Charlie, non di Robert), nel suo riuscire ad unire leggerezza e struttura, corpo ed eleganza, un vino che stacca l’ombra da terra fin dal primo sorso, più rondine che albatros, nel portare con sé, col suo limpido ottimismo, sempre,la primavera.
Ingenuamente intenso, meravigliosamente vero, come una notte d’amore a vent’anni.

Da abbinare a baci lunghi e musica analogica, come questo disco di Fresu e Rubino, all’ombra del maestro, The silence of your heart, da Tempo di Chet, un disco da avere, non solo da ascoltare in streaming.

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